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domenica 20 novembre 2016

Concorso #lunapienissima: numeri e risultati

Fig.1 Collage di tutte le foto in gara

Si è da poco concluso il contest fotografico "lunapienissima" bandito dalla nostra pagina facebook "Il cielo stellato sopra di noi". Come avrete sicuramente capito il contest riguardava la "super-luna" dello scorso 14 novembre, la più grande dal 1948!


Fig.2 La super-luna splende su Roma. Splendida visione
immortalata dal Gianicolo dal nostro lettore Domenico Durastante. 


Un po' di numeri

Fig.3 La super-luna e il mare ripresi
 da Salvatore Fiori a Stintino

35 sono state le foto foto in gara

900 votazioni ricevute sottoforma di "mi piace" e di reazioni

48 le ore in cui è stato possibile votare

3 i vincitori, con relativo premio






I vincitori
1° classificato - Giuseppe Conzo (218 "mi piace")

Fig.4 Primo classificato: Giuseppe Conzo (Gruppo Astrofili Palidoro).

2° classificato - Gabriele Spaziani (102 "mi piace")

3° classificato - Diego Mattarelli (88 "mi piace")


I premi
Il premio che spetta al primo classificato è un kit per la costruzione di una riproduzione del telescopio storico di Galileo.

Fig.5 Primo premio: riproduzione
del telescopio storico di Galileo.


Il secondo ed il terzo classificato riceveranno invece una cartolina raffigurante il collage con le foto partecipanti come ricordo del concorso "lunapienissima" (fig.1).



Fig. 6 Secondo classificato:
luna a colori di Gabriele Spaziani.


Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato con foto, commenti, condivisioni e voti alla nostra iniziativa. Un ringraziamento speciale va alla rivista "Coelum astronomia" che ha condiviso il nostro concorso con i suoi lettori. 

Sperando di avervi trasmesso per qualche giorno la passione per l'astronomia amatoriale, vi diamo appuntamento al prossimo concorso!





giovedì 20 ottobre 2016

Perchè spendere soldi pubblici per fallimentari ricerche spaziali?

È ormai quasi certo che il Rover Schiaparelli della missione ExoMars si sia schiantato sul suolo di Marte, il modulo orbitante (TGO) è però in funzione e permetterà agli scienziati di raccogliere nuovi importanti dati sull'atmosfera marziana. Tuttavia sul web s'infiamma il dibattito sul perché spendere così tanti soldi per ricerche nello spazio, con alta probabilità di fallimento, piuttosto che investire questo denaro per risolvere problemi contingenti o nella ricerca medica.

La risposta a questo quesito non è certamente semplice, ma per farsi un'opinione è giusto avere una visione quanto più ampia possibile della questione ricerca spaziale. Innanzitutto va detto che la ricerca è un bisogno innato dell'uomo e non può essere strozzato. La scienza negli anni si è evoluta in innumerevoli direzioni, tuttavia le leggi che regolano la natura sono sempre le stesse, da qualunque prospettiva si osservino, quello che si scopre sulla Luna o su Marte sarà vero in certe condizioni anche sulla Terra. Così i collegamenti tra fisica, chimica, biologia, medicina, meccanica e chi più ne ha più ne metta sono molto più stretti di quello che sembri ed hanno permesso il progresso della Scienza nel suo insieme.

Basta citare alcune delle applicazioni dell'attività di ricerca spaziale nella vita di ogni giorno per rendersi conto di ciò. Ad esempio i termometri ad infrarossi per le orecchie, che diminuiscono la diffusione di germi negli ospedali, sono stati sviluppati sullo stesso principio di come si misura la temperatura di pianeti o stelle lontane. Le innovazioni nella robotica spaziale sono state applicate per la produzione di protesi innovative. Lo sviluppo di alimenti per gli astronauti, in condizioni estreme, ha permesso di individuare alcune sostanze nutritive importanti per i neonati che oggi sono presenti nel 90% delle formulazioni per bambini. Allo stesso modo gli astronauti devono purificare l'acqua per poterla riutilizzare, tramite filtri appropriati, oggi utilizzati per purificare acque non potabili. Ed ancora lo studio di grossi incendi su razzi diretti verso lo spazio ha aperto la via alla produzione di materiali ignifughi utilizzati oggi anche negli aerei di linea, aumentando la nostra sicurezza. Per non parlare della detezione di molecole a concentrazioni ridotte, che ha permesso di produrre rivelatori chimici molto sensibili in grado di lanciare allarmi in tempo utile per salvare vite umane.

La lista potrebbe continuare ancora a lungo, ma non è il caso di fare un elenco enciclopedico, questo è solo un punto di vista più o meno condivisibile.
Termometro ad infrarossi

mercoledì 20 luglio 2016

Pronti per le Perseidi? Piccola guida alla notte di San Lorenzo

Guida alle Perseidi della notte di San Lorenzo


Siamo già in mille a meravigliarci del cielo stellato sopra di noi! Abbiamo pensato che il modo migliore per ringraziarvi potesse essere una guida alle Perseidi 2016, ovvero la notte di San Lorenzo. Come ogni anno la Terra passerà in queste settimane da una zona ricca di detriti e polveri lasciate dalla cometa Swift-Tuttle, che daranno origine al famoso sciame meteorico.

Secondo gli esperti della NASA è previsto uno degli spettacoli più intensi degli ultimi anni, con una pioggia di quasi 200 meteoriti per ora! La pioggia di stelle in realtà è già iniziata da un paio di notti, ma il picco sarà raggiunto la notte del 12 agosto, quindi abbiamo un po' di tempo per prepararci e godere al meglio dell'evento.

La pioggia di meteoriti si irradierà dalla costellazione del Perseo. Come fare a riconoscerla? Guardate a Nord-Est a partire dalle 23 ogni notte, potrete osservare 5 stelle a forma di W ruotata a sinistra, si tratta della costellazione di Cassiopea. Adesso spostiamo lo sguardo un po' più in basso, ci troviamo già nella costellazione del Perseo e da qui si irradierà la pioggia di meteoriti!

Nei prossimi giorni vi daremo nuovi dettagli, stay tuned! Ringraziamo la rivista Sky and Telescope per averci concesso di riprodurre le loro immagini ed il seguente video. http://www.skyandtelescope.com

video

lunedì 18 luglio 2016

Il Leviatano ed il Vortice

"Il Leviatano" credit: Royal Astronomical Society
La Galassia Vortice (Whirlpool), nota anche come M51 contiene ben 160 miliardi di stelle ed è ben visibile da tutto l'emisfero Nord, anche se si trova a ben 23 milioni di anni luce da noi! Se vi trovate in un luogo molto buio un semplice binocolo può permettervi di riconoscerla nella costellazione dei Cani di Caccia in prossimità nel Grande Carro. Con un telescopio amatoriale è possibile riconoscere anche la sua compagna, la piccola galassia NGC 5195.





Si tratta della prima galassia a spirale ad essere stata scoperta, anche se tutto avvenne un po' per caso. L'astronomo irlandese William Parsons infatti nel 1845 costruì quello che allora era il telescopio più grande del mondo, il cosiddetto "Leviatano di Parsonstown". Il telescopio aveva un'apertura di ben 182 cm, tuttavia poggiava su due grandi muri che ne limitavano il movimento agli oggetti che hanno una declinazione Nord. Per questo motivo fu impossibile usarlo per osservare le nebulose e gli ammassi nelle costellazioni dello Scorpione e del Sagittario, per le quali era stato progettato.

Disegno di M51 e NGC 5195, come appare in un piccolo telescopio.

Parsons allora si dedicò allo studio di M51, così come questa piccola macchia era stata catalogata da Messier nel 1774, scoprendo appunto che si trattava di una meravigliosa galassia a spirale. Parsons produsse numerosi disegni delle sue osservazioni, che somigliano molto alle moderne fotografie di M51. Tuttora molti astrofili si dedicano al disegno delle galassie, che rimane un'alternativa altrettanto artistica (ed economica) alla fotografia.


Il "Leviatano" oggi è stato ristrutturato e si trova nel Castello di Birr dove ogni anno si celebra il "Whirlpool Star Party" e tantissimi amatori puntano i loro telescopi accanto al Leviatano per osservare questo splendido Vortice di stelle.


La Galassia Vortice, come appare nel ciel estivo. Immagine prodotta col Software Stellarium.

mercoledì 13 luglio 2016

Ofiuco e il serpente: leggenda, medicina e guarigione

Rappresentazione artistica della costellazione di Ofiuco.
Immagine Prodotta tramite Stellarium.
Nel cielo sono presenti ben 92 costellazioni, 48 di esse furono classificate già nell'antichità e sono associate a numerose leggende. La costellazione di Ofiuco si trova nei pressi dell'Equatore celeste ed è visibile da quasi tutto il globo. Ofiuco si sovrappone alla costellazione del serpente formando una coppia di costellazioni da apprezzare in estate.

La stella più brillante della costellazione (Alfa-Ophiuchi) si chiama Rasalhague, ovvero: "la testa di colui che raccoglie il serpente" dall'arabo. Per gli antichi Babilonesi Ofiuco rappresenta il dio Marduk in lotta col drago Tiamat, mentre nella mitologia greca verrà identificato con Asclepio il dio della medicina.
Asclepio era figlio di Apollo e della principessa Coronis. Tuttavia mentre Coronis era in attesa di Asclepio tradì Apollo, che la uccise salvando però il nascituro. Il piccolo Asclepio fu affidato al centauro saggio Chirone che gli insegnò l'arte della Medicina.
Ben presto il giovane Asclepio divenne capace di salvare diversi uomini ed un giorno fece tornare in vita il piccolo Glauco figlio del re Minosse. Asclepio infatti aveva notato come un serpente fosse in grado di far rivivere un altro serpente ucciso da lui stesso per mezzo di un'erba miracolosa e aveva usato questa stessa erba per salvare Glauco.

La scoperta di quest'erba miracolosa non fu vista di buon occhio da Ade, dio degli inferi, che avrebbe visto sempre meno uomini nel suo regno, per questo ne parlò con Zeus suo fratello, il quale uccise Asclepio con una saetta.

Apollo andò su tutte le furie e per vendetta uccise i Ciclopi che forgiavano le saette di Zeus, allora il re degli dei, per ritrovare la pace, pose Ofiuco in cielo, rendendolo immortale.

Ancora oggi Ofiuco che afferra il serpente è il simbolo della guarigione.

Per approfondimenti su Ofiuco e altre leggende, vi consigliamo la lettura di:
"A Walk through the Heavens" di M.D. Heifetz e W. Tirion.
La costellazione di Ofiuco, così come appare in queste settimane.
Immagine Prodotta tramite Stellarium.

venerdì 8 luglio 2016

Molecole chirali nello spazio interstellare: indizi di forme di vita nella galassia?

Come le nostre, molte molecole possono esistere in forme che sono immagini speculari l’una dell’altra. Tuttavia le molecole associate con la vita come: gli amminoacidi, le proteine, gli enzimi e gli zuccheri, si trovano in natura in una sola forma (enantiomero).
Un gruppo di ricerca guidato dal Dr. Brett McGuire del Caltech (U.S.A.) ha recentemente annunciato la scoperta di ossido di propilene interstellare. Il gruppo di ricerca californiano ha rilevato questa molecola tramite misure radioscopiche, nella nube interstellare Sagittarius B2 Nord, un’enorme fornace di nuove stelle situata al centro della Via Lattea e con una massa pari a circa 3 milioni di volte quella del sole!


La nube interstellare Sagittarius B2 Nord.

L’ossido di propilene esiste in natura in due configurazioni speculari, al momento gli scienziati non sono riusciti a determinare se nella nube cosmica nella costellazione del Sagittario una di queste due configurazioni sia prevalente.

L'ossido di propilene nelle due configurazioni speculari in cui si presenta in natura.

La presenza di molecole chirali è stata già osservata nel meteorite Murchison, che cadde in Australia nel 1969, che conteneva aminoacidi in maggioranza nella configurazione definita L, come la stragrande maggioranza di quelle presenti negli organismi viventi. Questo meteorite aveva grossomodo la stessa età del sole, ora la scoperta di una molecola chirale in una nube interstellare situata nel centro della galassia può spingere indietro nella storia del cosmo la preferenza della natura per una forma chirale sulla sua immagine speculare.
Questa emozionante scoperta è estremamente rilevante per la comunità scientifica. Il team del prof. Blake detto che il prossimo passo sarà lo svolgimento di più ampie osservazioni sensibili alla luce polarizzata circolarmente, per distinguere i due enantiomeri. Un'indagine di successo potrebbe permettere di sviluppare una tecnica appropriata per l'identificazione di molecole chirali ancora più complesse in tutto l'universo. Inoltre determinando l'epoca in cui le prime molecole chirali sono state prodotte, sarà possibile avanzare previsioni statistiche più accurate sulla presenza di vita in una certa regione della galassia.

La ricerca è stata pubblicata sul numero di Science di giugno 

Maggiori info sulle molecole chirali qui


domenica 19 giugno 2016

Gli amuleti Egizi

L'antico Egitto fa parte dei miei interessi fin da bambino. Qualche settimana fa però questa antica passione si è risvegliata grazie all'acquisto di un vero amuleto egizio del 500 a.C. (periodo tardo) per poche centinaia di euro. E così ho iniziato a documentarmi su questi oggetti misteriosi e affascinanti.


Scarabei, papiri, dei e animali erano tra gli amuleti più utilizzati nell'antico Egitto. Inizialmente facenti parte del corredo funebre, cominciarono ad essere indossati dagli antichi Egizi come protezione da malattie e animali.



Importantissima era la scelta del materiale. Di seguito riportiamo le pietre ed i metalli più utilizzati con le relative proprietà.

ORO - era il metallo più prezioso, simbolo del Sole e del dio Ra

ARGENTO - simbolo di purezza associato alla Luna

LAPISLAZZULI - simbolo dell'acqua e della vitalità giovanile

PIETRE DURE DI COLORE ROSSO (corniola, diaspro, corallo) - associate al sangue, richiamavano il ciclo di ella vita e della morte (con importanti rimandi alla rinascita nell'aldilà)





Ecco invece di seguito gli amuleti più utilizzati:


SCARABEO

È sicuramente l'amuleto più utilizzato nell'antico Egitto. Molti scarabei sono stati ritrovati nelle tombe egizie; in particolare lo "scarabeo del cuore" era inserito a livello del petto tra le bende del defunto durante il processo di mummificazione. Lo scarabeo simboleggiava il dio sole Ra e il ciclo di morte e rinascita.




CROCE ANSATA (ANKH)

Tra i simboli più importanti dell'antico Egitto, la croce ansata (o croce della vita) era il simbolo per eccellenza della vita e della rinascita. Accompagnava i defunti nel loro viaggio nell'oltretomba ma era indossata anche dai vivi come collana.




OCCHIO DI HORUS (WEDJAT)

L'occhio di horus poteva essere di due tipi:
- rivolto verso destra di colore bianco rappresentava il Sole o Ra
- rivolto verso sinistra di colore nero rappresentava la luna o Osiride




RANA


Animale sacro della civiltà egizia, legato alla storia della creazione del mondo, l'amuleto della rana donava fertilità a chi lo indossava.





PAPIRO



Indossato sia dai vivi che dai defunti, era il simbolo della vitalità e del vigore giovanile. Era di colore blu o verde.





BES


Amuleti del dio Bes (un nano grottesco con sembianze animali) proteggevano la casa di chi lo indossava dal malocchio e dagli spiriti maligni. Bes era anche il protettore delle danzatrici, delle partorienti e dei neonati. 

venerdì 17 giugno 2016

I Gedankenexperiments di Albert Einstein

I Gedankenexperiments (esperimenti mentali) di Albert Einstein sono probabilmente la più limpida prova della genialità del fisico e filosofo tedesco. 

Questi esperimenti prescindono dalla sperimentazione fisica, infatti sono impossibili da ricreare in natura. Sono stati prodotti con la sola forza della mente!



ESPERIMENTO DELLA DILATAZIONE DEI TEMPI

Immaginiamo che all'interno di un'astronave che viaggia a velocità prossime a quelle della luce, una sorgente di luce venga emessa, riflessa e riassorbita. Un osservatore interno ad essa (O') vedrà la luce compiere uno spostamento 2d mentre un osservatore esterno (O) vedrà compiere un percorso più lungo. Essendo la velocità della luce fissa per il secondo postulato della relatività ristretta, il tempo si dilaterà secondo la legge che segue.






PARADOSSO DEI GEMELLI

Il più famoso tra gli esperimenti mentali di Einstein è senza dubbio il paradosso dei gemelli. Se uno dei due gemelli (A) parte su una astronave che viaggia a velocità prossime a c e l'altro rimane sulla Terra (B), lo scorrere del tempo sarà diverso per i due. Se al momento della partenza i due gemelli avevano 25 anni, al ritorno B ne avrà 75 mentre A ne avrà solo 35. La legge fisica alla base del paradosso è la stessa del Gedankenexperiment precedente.



ESPERIMENTO DELLA CONTRAZIONE DELLE LUNGHEZZE

Allo stesso modo varia lo spazio per un osservatore (O) fermo sulla Terra ed uno (O') che si trova all'interno di un'astronave con velocità prossima a c in viaggio verso Plutone.








lunedì 13 giugno 2016

Le biomolecole: i lipidi

I lipidi (o grassi) sono una classe di biomolecole molto eterogenea che comprende composti chimici con una caratteristica comune: tutti i lipidi sono insolubili in acqua (e altri solventi polari) e sono solubili nei solventi apolari.



Si possono suddividere in due gruppi a seconda che subiscano o no la reazione di saponificazione.


LIPIDI SAPONIFICABILI (trigliceridi, fosfolipidi, cere)

- TRIGLICERIDI

Sono i composti principali dei grassi animali e degli oli vegetali.

Si formano per esterificazione del glicerolo con tre acidi grassi (acidi carbossilici con un numero di C compreso tra 4 e 30).



- FOSFOLIPIDI

Esteri del glicerolo (verde in figura) che a differenza dei trigliceridi hanno solo due acidi grassi esterificati (code apolari). Il terzo gruppo OH è esterificato con un gruppo fosfato (arancione) legato ad un gruppo azotato (blu) che costituiscono la "testa" polare del fosfolipide.



Un doppio strato di fosfolipidi (disposti con le code interne e le teste esterne)
costituisce le membrane cellulari.


- CERE

MIscugli complessi di esteri, alcoli, acidi grassi solidi (con più di 14 C).
Sono sempre solide e hanno funzione di protezione e impermealizzante.




LIPIDI INSAPONIFICABILI (terpeni, steroidi, vitamine liposolubili)

- TERPENI

Composti di origine vegetale costituiti da una catena idrocarbutica insatura con gruppi carbonilici (CO) e ossidrilici (OH). 
Le loro miscele formano gli oli essenziali.

- STEROIDI

Hanno struttura ciclica e svolgono diverse funzioni.
Lo steroide più conosciuto è il colesterolo da cui derivano i sali binari utili nella digestione e gli ormoni sessuali testosterone ed estradiolo.

- VITAMINE

Sono dette liposolubili le vitamine A, D2, D3, E e K.









mercoledì 24 febbraio 2016

Alla scoperta di Cerere

Logo della missione Dawn
Alla scoperta di Cerere

Nel marzo del 2015 ci sarà uno degli eventi più eccitanti nel campo dell'esplorazione spaziale, l'uomo avrà l'opportunità di studiare più da vicino Cerere, uno dei luoghi più affascinanti del sistema solare.
Il lancio di DAWN dalla stazione
di lancio 17 di Cape Canaveral  
La missione è stata sviluppata dalla Nasa con l'obbiettivo di esaminare il pianeta nano e l'asteroide Vesta. La sonda, equipaggiata con  uno spettrometro ad infrarossi ed uno a raggi gamma (oltre che ad una fotocamera), è stata lanciata il 27 settembre 2007 ed è arrivata sull'asteroide nel luglio del 2011 per circa un anno fino alla sua partenza in direzione di Cerere.
Dawn, questo il nome della sonda, entrerà in orbita il 6 marzo del 2015, iniziando una fase di studio che durerà circa un anno, nella quale la sonda effettuerà osservazioni da una quota inizialmente prevista di 5900 km, per poi avvicinarsi fino a 1300 km ed infine a 700 km.



Cerere è il pianeta nano più massiccio della fascia principale degli asteroidi, infatti la sua massa corrisponde al 32% della massa totale di essa, possiede un diametro di 950 km e la sua orbita intorno al sole ha una durata di 4,6 anni(i giorni invece durano 9 ore).
Cerere vista dal telescopio Hubble nel 2001
Fu l'astronomo italiano Giuseppe Piazzi il 1 gennaio del 1801 a fare la scoperta dall'osservatorio nazionale del Regno delle due Sicilie a Palermo, che osservando un corpo luminoso nella costellazione del Toro notò che era dotato di un moto.
Il nuovo corpo appena scoperto fu invisibile dalla terra per diverso tempo non permettendo a Piazzi di determinarne l'orbita, fu invece il matematico tedesco Carl Friedrich Gauss a determinarne l'orbita impostando un nuovo metodo basato sui minimi quadrati e in poche settimane il pianeta venne ritrovato.
Le prime fotografie del pianetino risalgono al 1995 quando il telescopio Hubble riuscì a fotografarlo negli infrarossi, mentre nei primi anni 2000 si riuscì a fotografarlo nelle lunghezze d'onda del visibile.



Cerere possiede una superficie composta da ghiaccio d'acqua , carbonati, e argille ed è scolpita da crateri, ha un un nucleo roccioso e un mantello di ghiaccio.

elaborazione dell'immagine di Cerere

Si ritiene che sia un protopianeta formatosi 4,57 miliardi di anni fa il quale, durante la formazione del sistema solare, ha evitato di fondersi con altri protopianeti per formare corpi celesti più grandi.











Un altra teoria sulla sua formazione afferma che Cerere si sia formato nella fascia di Kuiper per poi spostarsi nella sua attuale posizione grazie ad una migrazione planetaria.
La sua evoluzione geologica è dovuta alla presenza di diverse sorgenti di calore (ad esempio l'attrito presente durante il processo di accrezione, l'emissione di energia dovuta al decadimento dei radio-nuclei) che hanno fornito energia sufficiente a permettere la formazione di un nucleo roccioso ed a rinnovare la superficie per effetto delle eruzioni dei crio-vulcani.


Immagine inviata dalla sonda Dawn in avvicinamento a Cerere
nel gennaio del 2015

Questa missione è nata circa 8 anni fa con lo scopo di migliorare ed analizzare la comprensione del processo che ha portato alla formazione del sistema solare, le prime immagini stanno già arrivando e ci stiamo avvicinando sempre di più alla scoperta di CERERE.